Settimana nera

La settimana che è appena cominciata ci porta due appuntamenti molto importanti dal punto di vista emozionale e dell’impegno.
Il primo è il 25 novembre, cioè la Giornata Mondiale contro la violenza sulle Donne.
La violenza di genere e il femminicidio sono dei temi molto importanti su cui purtroppo c’è ancora molta ignoranza e molti pregiudizi.
In una società maschilista, misogina e patriarcale come quella in cui viviamo, molte persone giustificano gli atteggiamenti violenti degli uomini verso le donne arrivando perfino a dare la colpa alle vittime per ciò che hanno subìto.
Purtroppo la violenza non è solo fisica, ma è anche e più diffusamente psicologica, il controllo economico, il divieto di uscire o di lavorare o di frequentare altre persone, il controllo ossessivo che sfocia anche in stalking, il cat calling, le molestie sul lavoro e in generale qualsiasi tipo di abuso commesso contro una donna per via del suo genere e qualsiasi gesto fatto contro di lei, atto ad umiliarla o diffamarla come la pratica abominevole del revenge porn, ovvero diffondere immagini e video sexy di una ragazza senza il suo consenso.
Anche le violenze contro i figli della donna rientrano nell’ambito della violenza di genere, la cronaca anche recente purtroppo ci riporta casi di infanticidio in cui gli uomini confessano di compiere il terribile gesto per far soffrire la moglie che voleva separarsi o che aveva già ottenuto il divorzio.
Tutto questo ha un filo comune, la convinzione radicata nella nostra cultura e assolutamente errata che la donna sia di proprietà del suo compagno, fidanzato, padre o uomo di turno che sia.
Dobbiamo fare ancora tanta strada per debellare questo concetto e tutti i comportamenti riconducibili alla visione maschilista che ancora oggi affligge questa società, basta guardare certi articoli di giornale su episodi di stupro o di femminicidio per capire quanto distorta sia la visione delle cose, e di chi sia la responsabilità e la vera ed unica colpa delle violenze, ovvero mai della vittima ma solo e sempre dell’uomo che le usa qualsiasi tipo di violenza.
Bisogna fare un enorme lavoro sull’educazione di genere e magari anche sull’educazione sessuale nelle nuove generazioni e parlare delle violenze in maniera chiara senza retorica e con un linguaggio corretto, cominciando dalla scuola, passando dalla stampa e in ogni campo sociale ed educativo.
Quest’anno partecipare alle iniziative fisiche come cortei ed incontri è difficile visto che molte regioni sono in prescrizione per via del pericolo di contagio da Covid-19. Fra le iniziative online alcune mi sono sembrate particolarmente interessanti come quella organizzata da Gio, l’ osservatorio Interuniversitario sugli Studi di Genere delle università di Roma, organizza un corso di aggiornamento/formazione che affronta le tematiche relative alla violenza di genere contro le donne che è possibile seguire sul sito unire.unimib.it fino a martedì 15 dicembre.
Mentre il movimento Non una di meno organizza manifestazioni in diverse piazze italiane e non solo:
“Il 25 e il 28 novembre ci mobilitiamo perchè abbiamo un Piano femminista e transfemminista contro la violenza patriarcale e pandemica. Saremo nelle piazze di molte città italiane, saremo on line e off line, con azioni, presidi e flashmob perché la posta in gioco non è soltanto la gestione dell’emergenza, ma la riorganizzazione della società che ci aspetta dopo la pandemia.”
(per ulteriori informazioni vi rimando alla loro pagina https://www.facebook.com/nonunadimeno )

Un aspetto infatti molto importante è che questa pandemia ha fatto lievitare i casi di violenza domestica, stupri e femminicidi, ha aumentato le disparità salariali e ha visto crollare le possibilità per le donne di lavorare, infatti moltissime hanno dovuto rinunciare a tornare a lavoro o a fare un orario ridotto per restare a casa, spesso incoraggiate se non obbligate dai datori di lavoro o dai compagni.
Come sostenitrice delle organizzazioni e delle iniziative contro la violenza sulle Donne, ho deciso di partecipare come “craftivista” con alcuni dei miei lavori a tema femminista e destinando parte del ricavato delle vendite all’ong Differenza Donna (https://www.facebook.com/ongdifferenzadonna) che da decenni aiuta le donne vittime di violenza e si occupa di programmi di formazione ed educazione anche nelle scuole.

Vi invito a visitare il loro sito per conoscere le molte iniziative e per sotenerle come potete, mentre se volete comprare un mio quadretto potete mandarmi un messaggio

Published by lunalaluz

Creazioni sartoriali, pensieri, mare e sabbia sotto i piedi

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