Craftivism

Con questo termine, preso in prestito dalla lingua anglosassone si intende l’attivismo politico, sociale ecc fatto attraverso dei lavori manuali e/o creativi.

Sono convinta, per esperienza personale, che creare un oggetto con le proprie mani sia un’ ottima valvola di sfogo e anche un’ottima maniera per comunicare un messaggio, anche socialmente e politicamente forte che a volte a parole non si riesce a veicolare con la stessa efficacia.

Io per esempio uso il punto croce per creare dei piccoli “quadretti irriverenti” con slogan femministi, o simboli, o motti forti e non convenzionali.
Anche le parolacce posso essere un modo per far passare un messaggio, tutto quello che può produrre una reazione di shock o di entusiasmo o di fastidio insomma, tutto ciò che provoca lo status symbol è ben accetto e fa parte del mio modo di esprimermi, anche artisticamente.

La mia moda per esempio è “diversa”, non fa distinzioni di genere, molti modelli sono “genderless” ovvero non identificabili solo con un genere, o inserisco nei capi slogan e colori che ricordino e supportino la comunità LGBTQ+ o il movimento BLACK LIVES MATTERS.
Anche sotto l’aspetto tecnico cerco di fare la mia parte, produco i miei abiti in taglie reali, ovvero dalla 38 alle 52 ma potrei scendere e salire in base alle esigenze e le richieste.
Ogni corpo è unico e la moda deve mettere in risalto questa unicità, non può e non deve essere esclusiva nè far passare il messaggio che “magro è bello” o almeno che sia l’unica bellezza possibile, ma per fortuna su questo si stanno facendo dei passi in avanti anche nel campo dell’Alta Moda e di tutto il settore del Fashion grazie anche alle iniziative di Body Positivity portate avanti anche da celebrity e tantissime persone comuni.
Per ogni capo che realizzo, cerco di essere ecologicamente responsabile, faccio il possibile per non comprare nuovo materiale ma usando tessuti ed accessori che ho già o che reciclo da altri lavori. Se proprio devo comprare cerco di fornirmi da produzioni dal basso, negozianti che sono in difficoltà o hanno già chiuso le loro attività e cerco anche nella progettazione di sprecare meno risorse possibili, spesso uso carta di giornale o riciclata per i cartamodelli o ne uso il meno possibile, e sto attenta nel posizionarlo sulla stoffa in modo da sprecare meno tessuto possibile anche se mi costa più tempo avere quest’accortezza.

La mia visione del mondo, inclusiva, altruista, ambientalista ed etica guida con forza anche il mio lavoro e sono molto orgogliosa di essere arrivata alla conclusione che non scenderò a compromessi su quelli che sono i miei valori solo per un mero profitto economico, che può sembrare banale detta così ma in questo mondo, in questo momento è una decisione rivoluzionaria.

E come ho crocettato in un mio quadretto irriverente A Woman’s place in the Revolution !

Published by lunalaluz

Creazioni sartoriali, pensieri, mare e sabbia sotto i piedi

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